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   Canale di Sicilia, la Guardia Costiera salva 118 migranti

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lundi 21 mars 2016
statut de l'article : public
citations de l'article provenant de : La Repubblica .it


Era giovanissima, aveva vent’anni e un sogno la ragazza nigeriana morta durante l’ultima traversata dalla Libia verso la Sicilia. Ambiva di calcare le passerelle dell’alta moda italiana, ma tutto è finito su quella carretta del mare. Le circostanze della sua morte al momento sono poco chiare, sul suo corpo senza vita sbarcato a Catania, ieri notte, da un pattugliatore della Guardia non ci sono segni di violenza. Il decesso potrebbe essere avvenuto per l’inalazione dei fumi del motore oppure per la calca che c’era sul gommone stracolmo di migranti. Sarà l’autopsia disposta dal Pm Agata Santonocito ad accertare le cause della morte.

La ragazza di origine nigeriana era assieme ad altri 254 profughi : voleva fare la stilista ed affermarsi in Italia, il Paese dell’eleganza e dello stile. In Nigeria, aveva frequentato una scuola di moda, ma le condizioni di povertà della sua famiglia l’avevano costretta ad abbandonare gli studi. Per quasi un anno aveva sbarcato il lunario, pochi euro a settimana, facendo la sarta. Con i soldi messi da parte aveva sfidato il mare e le violenze dei Libici. La sua storia è stata raccontata dalla sorella e dal cugino (tutti e due ventiseienni) che erano con lei su quella bagnarola che prendeva acqua da tutte le parti. Sono stati loro, a Catania, a riconoscere in lacrime il corpo senza vita della ragazza. “Durante la traversata l’abbiamo persa di vista – hanno raccontato agli investigatori della polizia e della Guardia di finanza che svolgono le indagini – poi una volta a terra abbiamo capito che era lei la giovane morta. Stava bene, quando siamo partiti, non sappiamo cosa sia successo…”.

La ragazza assieme alla sorella e al cugino era partita a metà gennaio dalla Nigeria, un mese per raggiungere, dopo diverse tappe, la Libia. A Tripoli tutti e tre avevano atteso quasi un altro mese prima di imbarcarsi sulla rotta della speranza. Non ce l’ha fatta a sopravvivere e il suo sogno di diventare una stilista è finito in fondo al mare. Per lo sbarco di ieri, polizia e finanza hanno fermato tre ‘scafisti’ per il reato di favoreggiamento all’immigrazione clandestina : due di nazionalità nigeriana sono stati individuati come componenti dell’equipaggio del gommone su cui viaggiavano i 132 migranti e la salma della giovane nigeriana, mentre il gambiano era al timone del natante soccorso con a bordo 122 persone.




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